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Paolo Parisi
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 Sunday, March 23, 2008

Che ne sarà di noi?
Se fosse vero che il mio uovo è così diverso e per realizzare tale diversità è bastato così poco, dove andrà il mondo? Le volontà di un singolo possono fare cambiare le abitudini di una moltitudine che aveva smesso di mangiare le uova perché le ritenevano banali, o poco goduriose? Quanto avrà inciso il mio desiderio di dare qualcosa di diverso a chi spera di trovare una piccola emozione tutte le volte che compie l’abitudinario gesto di nutrirsi, se effettivamente questo ovetto bianco è davvero così godibile?

Magari senza farsi tante domande devo pensare che non c’era e ora c’è solo perché lo ho voluto... ma se ci voleva, perché chi da generazioni fa uova non ha pensato di fare un superuovo?
La cosa mi sconvolge un po’ perché vedete, non è il latte, nè la gallina livornese: voglio dire che la strada del metodo poteva anche essere quella degli insetti e la gallina padovana, ma il dramma è che queste operazioni di una semplicità emblematica non sono prese in considerazione dalla logica commerciale e uno come me si ritrova a diventare importante solo in quanto ha intorno solo mediocrità intenzionata ad utili.

Può darsi che la mia situazione personale mi abbia privilegiato in un ruolo di produttore un po’ illuminato, ma come è possibile che dopo il prosciutto, i maialini, il lardo, l’affumicato, mi metto a lavorare sull’uovo proprio perché voglio una cosa solo mia dove non corro con altri come per la Cinta Senese, ed esce questo uovo così speciale? Non voglio credere di essere un genio, nè di avere capacità particolari. Forse questo settore è davvero arido ed emerge chiunque sia minimamente appassionato.
Caspita sto parlando del cibo: necessità primaria, piacere popolare, abitudine quotidiana, condanna dell’uomo e dell’animale, forse la cosa che più ci connette alla natura e all’ecosistema. Io posso illudermi solo di centrare qualcosa rispetto al piacere e forse chissà anche ad un aspetto salutistico, ma non è assolutamente certo.
Comunque mi sconvolge incontrare gente che mi dice che grazie a me ha ricominciato a mangiare le uova. Evidentemente il sistema ha trascurato qualcosa e io lo ho colto in modo del tutto estemporaneo. Vorrei comunque tranquillizzare chi critica, chi mitizza le mie creazioni: io stesso vorrei considerarle normali espressioni di un banalissimo fuochetto che penso molti di noi hanno dentro, poi se il resto è davvero così poco interessante che ci posso fa?
In ogni caso deve far riflettere che senza marketing studiato e nessuna mia formazione in materia, questo uovo sia diventato di culto.

L’importante per me è sapere quanto vale essere alto in mezzo ai pigmei!

Sunday, March 23, 2008 7:51:05 PM UTC  #    -
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