

L’
Estate,
ci siamo, la ho sempre definita un’espressione di gioia,
sarà vero?
L’erba non c’è più.
Sicuramente è un momento in cui
ci si ritrova un po’, tutto per molte categorie rallenta fino a fermarsi, cambiano orari, abitudini, ritmi biologici,
è l’unico momento dell’anno davvero diverso.
Io ho sempre amato la lunghezza delle sue giornate, lo sconosciuto freddo delle sue albe, il giallo del grano, e i suoi rumori notturni, le feste all’aperto, il far tardi, e rivedere amici che per il lavoro non riescono a trovar momenti per stare con te.
La natura, dove io vivo è interessante in tutte le stagioni, la gioia è data dalla combinazione che in estate ti consente di avere rapporti umani più intensi.
La luce aiuta, predispone, stanca le nostre menti, le scuole sono chiuse e i figli si rapportano di più con noi che smettiamo quasi di vedere la tv.
Fra poco inizieranno a cadere le stelle, e si potranno esprimere i desideri segreti dei nostri cuori. Tutti conosciamo questi segreti altrui, ed in ogni Estate si potrebbero tirare le somme di noi stessi.
Chi può viaggiare vive esperienze meravigliose, chi non può avrà come me da badare ai figli a casa, cosa non da meno.
Se ne possono fare di tutti i colori, non ultimo anche lavorare, se non aspettare che piova per sentir dire: beh è finita l’estate.
Non parliamo poi della malattia sociale “Ferie” parola magica per gli impiegati o comunque soggetti sottoposti a questa sindrome condita dalle code, traghetti, spiagge, abbronzate, pensioni, riviere, locali, sudore seguito da docce
e si spera emozioni.
Da quando vivo l’eletta condizione di fare quello che ho scelto di fare, subisco di rimando le umane abitudini sociali, delle ferie degli altri in estate, dei week end nel resto dell’anno, riesco solo a scappare dietro l’alibi di qualche impegno a frequentare questi ambienti feriali, ma sempre da spettatore di questo fenomeno che coinvolge le nostre abitudini.
C
aldo, sudore, polvere, acqua, qualche insetto, pomodori, ghiaccio, grigliate, salmastro, asciugamani, pelle che brucia, ciabatte, poi tornerà settembre e vedremo arrivare tutto di nuovo aspettando i temporali, sperando siano moderati, vivendo, continuando a mandare avanti le nostre cose,
nell’amore di quello che facciamo, con la passione per quello che cerchiamo da quando eravamo ragazzi, stanchi ma felici.