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Paolo Parisi
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 Sunday, April 05, 2009

Questo asado può essere realizzato con qualunque taglio di carne, anche se noi abbiamo scelto la pancia perché è piatta e si presta bene per questa ricetta.

Si tratta di pancia di bovino Angus, cresciuto per tre anni in stato di libertà quasi totale su pascoli naturali. L’erba spontanea e i frutti del bosco di cui si ciba viene integrata con fieno, una razione di cereali molto proteica, il latte bovino delle Jersey e uova di galline livornesi.

Innanzi tutto bisogna preparare un infuso di acqua con erbe e spezie, da lasciare in frigo per almeno una notte. Poco prima dell’inizio della cottura della carne tirarlo fuori dal frigo e sciogliervi miele di girasoli e sale.
Disporre la carne su una griglia “a scaletta”, sopra un fuoco a terra ma lontano da esso.
Spruzzare una prima volta l’infuso sulla carne aiutandosi con uno spruzzino, e ripetere il trattamento ogni volta che si asciuga (circa 10 minuti), girando la carne quando è necessario.
E’ importante che nessun liquido coli dalla carne: gli strati di infuso, mano a mano che si asciugano, creano una sorta di laccatura che “rinchiude” il pezzo di carne. In questo modo il risultato finale sarà una crosta esterna croccante e una polpa interna tenera, che per tutto il tempo della cottura ha “bollito” nei suoi succhi, rimanendo così morbidissima e succosa.

In questo modo si replica la “crosticina” tanto amata nelle grigliate che viene però ottenuta in maniera molto più sana, evitando di far friggere i grassi. Inoltre, con questo metodo, la carne durante la cottura prende anche del fumo, per un risultato finale complessivo dolce, sapido e aromatico

La cottura è molto lenta e lunga, si parte da un minimo di 8 ore per i pezzi più sottili e può arrivare alle 24 ore per i pezzi più spessi.

Per poterla degustare al meglio va tagliata controfibra, a pezzi piccoli e mangiata possibilmente con le mani.
Il rapporto tra carne e crosta laccata nella fase di taglio è molto importante, perché la crosta tende a lasciare una patina sul palato superiore: il boccone ottimale è fatto da una parte di crosta e 4 parti di polpa. In questo modo la parte succosa bilancia la parte aromatica: con un solo pezzo di carne abbiamo quindi i sapori dell’arrosto e la consistenza del bollito.

Sunday, April 05, 2009 6:37:05 PM UTC  #    Comments [1] -
RICETTE | tutte le categorie
Tuesday, April 14, 2009 3:17:37 PM UTC
Sarebbe bello da parte sua, genio irrequieto, adottare le pecore di sopravvissana dell'oggi martoriato Abruzzo per fare una carne d'agnello che si sommi ai maialini del Bruciato, al new entry piccione, alle galline livornesi...penso a un agnello lattonzolo di sopravvissana allevato in parte alla Macchia in parte nella provincia dell'Aquila firmato Parisi...un successo assicurato :)
Gigio
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